SALUTANDO IL 2017 – Un anno con “Il Punto d’Incontro”

SALUTANDO IL 2017 – Un anno con “Il Punto d’Incontro”

A Lecce il frutteto mensa per gli orsi marsicani

È diventato realtà a Lecce nei Marsi l’ambizioso progetto finanziato dal Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, e realizzato integralmente dall’istituto Agrario Serpieri, per la salvaguardia della biodiversità e a tutela dell’orso bruno marsicano. Si tratta di un campo di alimentazione per il nutrimento dell’orso nel suo habitat naturale, una piantagione di alberi da frutto selvatico – mele, pere, ciliege, ramno per le bacche – protetto da una speciale recinzione costruita dai cacciatori della sezione N. Maddalena di Lecce nei Marsi, che consente l’accesso al campo solo agli orsi. La manifattura si unisce in questo caso alla tecnologia: Sergio Galbiati, per la LFoundy Italia, ha donato dei dispositivi di sorveglianza per monitorare l’impianto.

Nel 2016 sono stati 11 nuovi nati tra la popolazione di orso bruno marsicano, la cui salvaguardia è prioritaria. Presenti all’ideale taglio del nastro il consigliere Lorenzo Berardinetti, presidente della prima commissione agricoltura che ha rappresentato la Regione Abruzzo, partner del PATOM.

Il terreno sul quale è stato realizzato il progetto, in località Cicerana, è stato messo a disposizione dal sindaco di Lecce nei Marsi, Gianluca De Angelis. Protagonisti instancabili ed entusiasti, i ragazzi dell’istituto agrario, supportati in particolare dal vice preside Vincenzo Rea, che hanno seguito tutti gli step della realizzazione con cura e passione. Il campo di alimentazione è sito a ridosso della faggeta secolare che sarà a breve riconosciuta come Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO e che sarà al centro di nuovi progetti per il monitoraggio e la tutela del patrimonio naturalistico.

(Il Punto d’Incontro, aprile/maggio 2017)

 

Salutando il 2017. Un anno con il Punto d’Incontro

Salutando il 2017. Un anno con il Punto d’Incontro

LuciRosse senzaPorno, una famiglia di ‘bravi ragazzi’ tra sperimentazione e voglia di emergere

L’opening del Kimera rock night che ha ospitato i Marlene Kuntz nella tappa aquilana del loro “Onorate Il Vile tour 2017”, il 2 febbraio scorso, è toccata a loro, la band marsicana Luci Rosse Senza Porno: Franco Alfano – Chitarra acustica, armonica, voce, testi, Pierpaolo Battista, Chitarra Elettrica; Alessandro Sbrolli, Chitarra Elettrica; Camillo Cecere, Basso; Andrea Orlandi, Batteria, Octapad. Alla ribalta del Bliss, questi giovani marsicani, età media 24 anni, già impegnati in diversi supporting acts con vari gruppi di rilievo nazionale e autori dell’ep “Come stai Timmy?”, hanno portato l’emozione e la profondità delle sperimentazioni alternative, pop-rock, indie che sono l’essenza del loro progetto e il “Desiderio catartico di sfilare sulla superficie del Grande Mare Della Musica indossando costantemente lo stilismo, sonoro e letterale, unico del proprio vestito”, come spiega Franco Alfano per la band. A tenere a battesimo i LRSP, tanti ‘no’ incassati e tanta passione, con un’incrollabile fiducia nel proprio potenziale, quella che serve per non mollare davanti alle porte chiuse. Quella che ti porta a bussare altrove e anche a cercarti nuove strade, sempre però nella direzione che hai scelto.

“La band è nata quando uno dei nostri due chitarristi, Pierpaolo Battista, ha accolto la mia richiesta di collaborazione, una delle tante andate a vuoto con molti musicisti, nell’arrangiare alcune bozze “chitarra e voce” che avevo composto – spiega infatti Franco Alfano – La scelta degli altri componenti è dipesa, poi, da lui che mi consigliava ed io che contattavo. La consapevolezza è la nostra anima: conosciamo il nostro potenziale ed inoltre riusciamo ad intravedere i nostri limiti così da sapere i punti da superare; ma lo è anche il nostro “volerci bene”: siamo buoni amici, uniti da una sostanziale dose di demenza e di “ora del tè” la domenica pomeriggio prima di entrare in sala prove. Siamo una famiglia di bravi ragazzi”.

Ispirazioni, sound, tematiche, intuizioni nella produzione della band, anche rispetto agli esordi? Siamo influenzati da moltissimi generi, ascoltiamo parecchia musica e spesso i nostri gusti sono del tutto contrastanti. Questo, però, non ci vieta di cercare empatia tra noi. Cerchiamo di restare in equilibrio su una stessa fune impregnata di emozioni comuni scaturite da un testo, un’esperienza, uno stato d’animo…Nella maggior parte dei casi la “donna” è regina ispiratrice, in tutte le sue sfaccettature, in tutti i suoi contesti: dalle infatuazioni platoniche a quelle concrete, finite bene e finite male; dalla personificazione della libertà all’esaltazione del dolore materno. Non mancano tematiche introspettive e inerenti a contesti di “vita pubblica e sociale”. Tutto questo, però, mai ‘preordinato’, ma sull’onda dell’ispirazione, quando c’è. Ogni scelta musicale deve essere condivisa in toto da tutti altrimenti non se ne fa nulla; in questo modo cerchiamo di trovare la nostra identità, un “sound” che non punti, in primis, a distinguerci da altri, diversi lo siamo già per natura, ma a compiacere noi stessi. Non è una strada tutta in discesa la loro, è il caso di dire, ma i LRSP non sembrano difettare di tenacia…

Suoniamo con la stessa formazione ormai da un anno e, come detto, siamo molto affiatati. Nel tempo, però, abbiamo dovuto cambiare spesso formazione e non nego che, personalmente, la cosa mi abbia scosso parecchio quando è successo. Ho avuto la fortuna di avere sempre vicini i fedelissimi, i nostri due chitarristi, Ale e Pier. Insieme abbiamo sempre creduto in questo progetto e la voglia di non mollare mai ci ha spinti a ricominciare tutto da capo, una volta e una volta ancora, fino a guadagnarci tutto quello che abbiamo ottenuto. Non ci ha mai spaventato nulla, la musica è la nostra ragione di vita e quindi non possiamo mai tirarci indietro. Per questo motivo credo che, prima o poi, qualche soddisfazione arriva e per noi è stato già un piacere e privilegio fare da “Gruppo Spalla” e condividere palchi di onesta rilevanza con artisti che hanno avuto onorate carriere. L’ultima in ordine di tempo, significativa per il nostro approccio alla “dimensione live”, come band di apertura per il concerto dei Marlene Kuntz in occasione di “Onorate Il Vile” tour; palco, riflettori e spazio solo per noi, un vasto pubblico, adrenalina alle stelle ed una prestazione più che soddisfacente. Vogliamo sempre di più, è una bellissima droga! Significativo è stato condividere lo stesso palco con Gianni Maroccolo ed Antonio Aiazzi, fondatori dei Litfiba e pluridecorati musicisti ed aprire il concerto a Silvia Mezzanotte, ex voce dei Matia Bazar e noto personaggio televisivo, in uno contesto molto suggestivo come quello di un Teatro quasi al completo. Personalmente, io vivo dell’energia della gente che vedo interessata ad ascoltarci, come quella che abbiamo avuto nella XX edizione del festival Arzibanda e come quella avuta a “Non Il Solito Festival”, manifestazioni che negli anni hanno ospitato sempre artisti di un certo calibro. Abbiamo cambiato delle cose nel percorso e, a tal proposito, possiamo dire che la nostra sezione ritmica, ormai definita, ha dato un contributo innovativo con l’utilizzo del synth, da parte del nostro bassista Camillo, e l’utilizzo dell’octapad, da parte del nostro batterista/percussionista Andrea. Questi strumenti ci hanno permesso di essere “più moderni” rispetto agli inizi, ma questo solo secondo un parere “oggettivo” di oggi che potrebbe essere diverso nell’immediato domani.

L’arte, in tutte le sue declinazioni, non sempre trova terreno fertile, in particolare in territori un po’ avari, per conformazione e storia. Com’è la situazione nella Marsica? Abbiamo organizzato e sponsorizzato due Festival col nome di “THE LIRI FESTIVAL” per dare occasione di suonare e farsi conoscere a band emergenti come noi, ma anche a pittori e a fotografi di avere la giusta visibilità, quella che l’arte dovrebbe avere in tutte le sue forme. A tal proposito, vorrei sottolineare l’elevato valore del lavoro svolto per noi da parte della fotografa Eugenia Di Pasquale che ha immortalato egregiamente la maggior parte dei nostri live, conferendoci un’immagine di spiccata qualità, come anche quello svolto da Diego De Camillis, autore delle nostre grafiche e del fantastico logo che ha realizzato per noi.

L’associazione Kimera Rock, che ci ha permesso di suonare all’Aquila prima dei Marlene Kuntz, nell’anno 2016 ha organizzato nella Marsica un festival di 3 giorni, ospitando artisti di grossa fama nazionale e internazionale, tra i quali Afterhours, The Darkness e Gue Pegueno, ha dato la possibilità a molte band emergenti di potersi esibire e farsi sentire, in apertura, su palchi che nell’arco della vita artistica difficilmente vengono calcati. Il fulcro di tutto questo, Andrea Pellegrini, mi ha espresso più volte la sua volontà di continuare su questa linea di promozione di band marsicane emergenti, una volontà che ho visto brillare anche negli occhi dei ragazzi dell'”Arzibanda” e di “Non Il Solito Festival”, negli occhi dei ragazzi della “Associazione Wishilist”e in quelli dei ragazzi della “Associazione THELIRI” di cui sono membro. Tutto questo è stato e continua ad essere positivo per il nostro percorso. La Marsica dei volenterosi esiste ed il nostro appello non è difficile da recepire: “PARTECIPATE!” Abbiamo tutte le carte in regole per divenire il più importante bastione artistico del Centro-Italia. E il fatto che ci siano, nella nostra zona, pessimismi a volte diffusi al riguardo?….”Non condividere questa ambizione è l’unico lato negativo che mi sento di evidenziare in questo momento”. Prossimi impegni e progetti in caldo?
Stiamo registrando il nostro primo album, di cui le tracce presentiamo già nei nostri live e che chiuderà il ciclo iniziato con la nostra Demo ed il nostro EP-Live In Studio.

É prevista, ovviamente, la collaborazione e la sponsorizzazione per la III Edizione del “THE LIRI FESTIVAL” in programma questa primavera/estate insieme con l’associazione THELIRI. La prossima data certa è prevista per il 24 marzo, a Pescara. Per ulteriori date ed informazioni restate sintonizzati sui nostri canali Social.

Il Punto d’Incontro, febbraio/aprile 2017

Salutando il 2017. Un anno con il Punto d’Incontro

Salutando il 2017. Un anno con il Punto d’Incontro

I ragazzi dell’ASD Sauli Boxe crescono. Guardia alta e “montanti” per il sogno

Ha conquistato per la quarta volta la finale del campionato nazionale di pugilato cat. 64 kg e si è aggiudicato il titolo di campione italiano Youth 2016. È Amedeo Sauli, “figlio d’arte” e atleta dell’A.S.D. Sauli Boxe, che a novembre, sul ring del palazzetto dello sport di Roseto degli Abruzzi, ha siglato contro il torinese Davide Rizzieri una magnifica serie di successi, messi a segno, unico nella Marsica, gareggiando in ben quattro categorie. Negli ultimi quattro anni la rovetana Sauli Boxe, fondata da Giuseppe Sauli, Carmine Orlandi, Gianluca Pace, Luciano Di Lauro e Guglielmo Longo, ha ben costruito, con passione e professionalità, affinando atleti che mietono – e offrono – soddisfazioni di livello; proprio recentemente, la sezione pugilistica giovanile delle Fiamme Azzurre, gruppo sportivo della polizia penitenziaria, da poco ricostituito, ha inserito nel proprio organico proprio Amedeo Sauli e Myriam El Mekki, anche lei atleta della Sauli Boxe, originaria di Canistro, 15 anni e un talento cristallino unito a tanta voglia di emergere. La stessa che caratterizza anche David Di Marco, altro astro nascente della Palestra, che a Roseto ha disputato un ottimo incontro con un pugile pluripremiato, mancando di un soffio la vittoria e suscitando l’interesse e l’apprezzamento dei tecnici presenti nel nutrito parterre di osservatori, tra i quali molti tecnici federali impegnati nella preparazione dei tornei internazionali e dei giochi olimpici.
“Siamo orgogliosi di questo successo e della prestazione offerta da Amedeo, premiato tra i migliori atleti del torneo” – ha detto l’allenatore Giuseppe Sauli, che a febbraio ha ricevuto per l’ASD Sauli Boxe il premio come “1ª società pugilistica Abruzzo/Molise” – “Come delle soddisfazioni importanti che ci danno tutti i nostri ragazzi. Questi risultati premiano e incoraggiano. Con il presidente Carmine Orlandi abbiamo fatto una scelta che pone i valori dello sport al centro della preparazione e del percorso che i giovani fanno, accostandosi alla pratica, perché la competitività possa esprimersi in maniera equilibrata e corretta. Oltre all’aspetto sportivo, il nostro principale obiettivo è curare l’aspetto pedagogico di questa disciplina. Da queste premesse nasce il progetto indirizzato ai bambini dai 12 ai 14 anni: a Civitella Roveto accogliamo gli agonisti ma anche i giovanissimi che vogliono accostarsi a questo sport, conoscerlo, e possono farlo gratuitamente. Per essere grandi campioni occorre essere persone con dei sani valori. Lo sport è anche, e soprattutto, questo”. Tra i sani valori che richiama il Coach, c’è l’impegno e la capacità di non mollare quando la strada è in salita. Lo sguardo aperto di Amedeo Sauli e dei giovani dell’ASD Sauli boxe punta in alto, sostenuto dalla passione e dalla dedizione dei preparatori atletici. I protagonisti di questa piccola grande fucina rovetana, passati anche per il sacrificio e l’impegno tenace come moneta fondamentale per centrare il sogno – e soprattutto, non da poco, avere il coraggio di provarci – siamo certi di strada, dando lustro al territorio marsicano, ne faranno.

Il Punto d’Incontro, febbraio/aprile 2017

Salutando il 2017. Un anno con il Punto d’Incontro

Salutando il 2017. Un anno con il Punto d’Incontro

Dalla Marsica a Parigi, la start up che fa comunicare robot e umani

TalkForce è un software di intelligenza artificiale capace di analizzare le reali intenzioni del cliente e in grado di fornire assistenza a tutte le possibili domande. Gli inventori sono i ragazzi di All Industries, una start up tecnologica fondata nel 2015 da cinque studenti della Sapienza di Roma. Tra loro due giovani marsicani, Matteo Rai e Maurizio Natalia, entrambi di Canistro. I cinque studenti della Sapienza che si sono riuniti nella All Industries – Matteo Rai e Maurizio Natalìa, 23 anni, Mario Piva di Latina, Marco Silipigni di Varapodio (RC), anche loro ventitreenni, e Giulio Maria Pezzini, 25 anni, di Roma – sono riusciti a sviluppare un framework per creare chatbot (conversazioni tra robot ed esseri umani), ovvero un sistema di intelligenza artificiale capace di comprendere le reali intenzioni del cliente e di soddisfare tutte le sue richieste. Attraverso algoritmi di NLP (Natural Language Processing) e un grafo di conoscenza, il software è in grado di rispondere a tutte le domande del cliente in modo veloce e senza possibilità di errore. Questo software si integra perfettamente ai sistemi di chat già esistenti come Facebook, Messenger, Twitter, Telegram, Skype, etc. Il sistema ideato dai cinque giovani imprenditori ruota intorno a un robot capace di “leggere” via chat le richieste dei clienti, “capire” le loro esigenze, fare domande mirate per comprendere meglio ed evitare errori, risolvere il problema o indirizzare all’acquisto del prodotto o del servizio più adatto. L’intelligenza artificiale messa al servizio dei cittadini: è questa dunque l’anima dell’ambizioso progetto di automatizzazione interamente basato su una “mente” artificiale, dalle straordinarie potenzialità e per molteplici campi di applicazione.

La storia di TalkForce è una storia di successi. Dopo la vittoria dell’International Hackathon 2016 a giugno, è arrivato il primo posto all’hackathon PosteHack, la maratona tecnologica organizzata da Poste Italiane. Sempre a luglio, il software è stato votato come il miglior progetto tecnologico nella terza edizione di Unicredit Appathon. Il segno del successo, ad ogni modo, si era già evidenziato qualche mese prima. A gennaio infatti, All Industries si era aggiudicata il primo posto di Feel Hack Toscana con un’applicazione per il tempo libero in grado di informare gli utenti sul miglior mezzo pubblico da utilizzare (condizioni del mezzo, traffico, numero di passeggeri). Qualche mese dopo è arrivata la vittoria a Sky Sport Hack, con un progetto volto ad accrescere la realtà televisiva del mondo degli eSports (videogiochi) e un’applicazione che fornisce servizi aggiuntivi alla visione dei programmi (chat, smart replay).

A Parigi, il gruppo ha siglato l’anno con il successo nella finalissima dell’International Hackathon BNPP organizzata dal Gruppo BNP Paribas, una competizione internazionale che vede la partecipazione delle 18 migliori startup fintech a livello mondiale. La selezione avviene attraverso degli hackathon, ovvero eventi di portata mondiale a cui partecipano sviluppatori di software, programmatori e grafici web. Il primo step è avvenuto a giugno di quest’anno e si è svolto in contemporanea in otto città (Roma, Parigi, Bruxelles, Varsavia, Los Angeles, San Francisco, Londra e Istanbul). All Industries, pur partecipando all’evento di Roma, ha deciso di essere giudicata dalla giuria internazionale (composta da italiani, francesi e belgi) ed è riuscita ad aggiudicarsi il primo posto, ottenendo così la possibilità di partecipare alla finalissima del 2 dicembre dove tutti i team che hanno vinto a giugno si sono sfidati a colpi di alta tecnologia. Al termine dalla competizione si è aggiudicata il premio Personal Financial e Findomestic. In palio, fondi da utilizzare per continuare a sviluppare l’intero progetto, portato avanti dalla All Industries tra mille difficoltà, in Italia, nel reperire finanziamenti, che fortunatamente arrivano grazie alle aziende private, come la Bnp Paribas, che ha sponsorizzato la competizione per le start up tecnologiche e si è immediatamente accostata al progetto italiano, da testare nelle agenzie di vendita dei prodotti finanziari. In questo, il Belpaese dovrà accelerare il passo e dare corso a quella mutazione fondamentale di prospettive, strategie e capacità di investimento, che gli consentirà di non perdere ancora “cervelli” preziosi, come i giovani imprenditori di All Industries, “pronti ad andare all’estero a fronte di una buona occasione di crescita” e che intanto in questo periodo rappresenteranno l’eccellenza italiana nella conferenza mondiale sull’innovazione tecnologica in programma a Los Angeles.

(Il Punto d’Incontro, dicembre 2016/gennaio 2017)

 

 

Salutando il 2017. Un anno con il Punto d’Incontro

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Il Punto su…

Il mese horribilis dell’Abruzzo, tra buone pratiche e cattive politiche

Terremoto, incubo bianco di neve, esondazione dei fiumi. L’apocalisse in Abruzzo è arrivata in un gennaio che sarà impossibile dimenticare e che lascia dietro di sé una scia di morti, di macerie e danni incalcolabili. La paura ha accompagnato gli abruzzesi, quelli che hanno imparato a conviverci e quelli che con essa hanno fatto i conti in quei giorni di continua emergenza. Questi giorni”, perché si spengono i riflettori ma l’emergenza, in realtà, resta lì. Parliamo delle scuole e dell’edilizia pubblica da mettere in sicurezza, delle strade da riparare e da tenere pulite in caso di nevicate, dei costoni di montagna che rischiano di venire giù e di abbattersi rovinosamente su vie, case e vite. Di una catena di comando e di responsabilità che troppo spesso s’inceppa, incappa in nodi, con conseguenze a volte tragiche. Nell’inferno d’Abruzzo, la Marsica è stata, si può dire, miracolata. Le scuole sono rimaste chiuse, la neve ha reso difficile raggiungere alcuni centri, il black out prolungato ha colpito decine di famiglie, soprattutto in alcune zone. Ma la situazione non è mai stata davvero fuori controllo. I sindaci sono stati, ancora una volta, l’avanguardia di uno Stato che nella burocrazia rischia di smarrire sé stesso e la ragione profonda del suo essere. Hanno coordinato i soccorsi per le frazioni isolate, hanno messo in moto e controllato la macchina amministrativa e hanno preso le decisioni scomode, come quelle sulle scuole. Alcuni sono scesi in strada, direttamente, a spalare. Da Avezzano, con i volontari del soccorso alpino e della protezione civile, è partita anche una turbina, alla volta di Farindola. Si fa la conta dei danni e delle cose che non hanno funzionato, dalla inefficace comunicazione tra comparti, alla macchinosità delle procedure, ma emerge anche il risultato di scelte improvvide: come lo smantellamento delle Province, tracciato dalla legge Delrio, che in realtà allo stato attuale si traduce solo in servizi essenziali vaporizzati. Spazzaneve rotti e lasciati nei garage senza riparazione perché non si sa chi debba pagarla e con quali fondi, strade di competenza provinciale abbandonate a sé stesse, tra le conseguenze; tagliate le risorse economiche alle Province, resta comunque a loro l’amministrazione di una rete di 130.000 km di strade, 51.000 scuole e tutta la cura dell’ambiente da gestire.

Su tutto aleggia, raramente percepito nella crudezza delle sue conseguenze, il senso di estraneità diffuso rispetto all’ambiente in cui si vive. Per decenni si sono tenuti puliti i perimetri dei terreni, gli argini dei corsi d’acqua, con la consapevolezza di cose ovvie perché naturali,come il fatto che quando nevica forte è bene non spostarsi in macchina, e spostarsi solo se necessario, e che è bene pulire gli accessi, i vicoli, ognuno il suo, che è bene alleggerire le grondaie dalla neve, nella consapevolezza che non si vive dentro un acquario, semplicemente, e che il territorio, la natura, cambiano e portano cambiamenti. Attività svolte in particolare, un tempo, dai giovani delle famiglie. É questo che dovremmo tornare a fare, mentre invochiamo interventi. Come sintetizzato magistralmente da G. Pantaleo sul blog Avezzano Blu2: “ Hai bisogno di una pala quando ti accorgi che la neve ti ha ricoperto l’uscio di casa e tu devi uscire, non di uno smartphone per denunciare al mondo intero la presunta inefficienza del tuo sindaco”. É probabilmente lo spirito che anima quelli che, malgrado la loro ritrosia, abbiamo acclamato come eroi: i giovani marsicani del CNSAS avezzanese che, procedendo nella notte sugli sci hanno tracciato la rotta agli altri soccorritori delle vittime del Rigopiano, bloccati dietro una turbina. Lo stesso spirito che ha ispirato, per buona parte, quando hanno scelto di fare quello che fanno, quegli altri eroi quotidiani, i Vigili del fuoco – che non ti butti tra le fiamme o nelle tormente, con turni massacranti, per uno stipendio di poco più di un migliaio di euro – e i volontari delle diverse associazioni.

Bene dunque la mobilitazione per chiedere che si affronti quanto è urgente, prima che diventi tragedia, con l’attivazione di task force e fondi per l’edilizia pubblica, con procedure chiare e più snelle che diano un più ampio potere decisionale ai primi cittadini, come richiesto al Governo dai Sindaci d’Abruzzo, bene che si decida sul destino delle Province o si definiscano le Aree vaste, l’alternativa funzionale e al centro di un ampio dibattito, per garantire servizi fondamentali ai cittadini. Ma che si decida, e non si attenda la prossima “Eccezionale nevicata”, “Fenomeni atmosferici straordinari”, o il “Forte sisma” che “si sa che ci sarà ma non quando sarà”. É necessario più che mai lo sviluppo di una reale cultura della prevenzione, e agire in base a essa, più che alla trista filosofia del “rimediare”. Bene sarà, però, anche riprendere contatto con l’ambiente nel quale si vive e cominciare, ognuno nel proprio orticello, ad averne maggiore cura nel rispetto di quei cambiamenti che ci rendono obbligatorio adeguarci e, prima di dover invocare l’aiuto delle istituzioni, fare scelte opportune. Incluse quelle, per dire, di evitare di alzare in economia palazzi di sette piani e di non costruire nei valloni.

(Il Punto d’Incontro, febbraio/marzo 2017)

 

Salutando il 2017. Un anno con il Punto d’Incontro

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Il Trio Aria protagonista con la Fanfara dei carabinieri del Concerto di Natale solidale

Il soprano marsicano Ilenia Lucci, con la flautista Rebecca Lewis Lalatta e il pianista Carmine Colangeli, hanno incantato la platea esibendosi insieme alla fanfara dei carabinieri del 3° reggimento ”Lombardia”. Per il Trio Aria, composto dal soprano Ilenia Lucci, con la flautista Rebecca Lewis Lalatta e il pianista Carmine Colangeli, quello che si chiude è stato un anno d’oro, che ha portato il soprano marsicano e i suoi due compagni ad incantare il pubblico nazionale e internazionale, raccogliendo ad ogni appuntamento una pioggia di ovazioni.

Reduce da una prestigiosa tournée in Gran Bretagna, nel corso della quale si sono esibiti anche nel castello di Hedingham, nell’Essex, e nella St. Peter & St. Paul church, Blockley, Gloucestershire, dove il principe Michael di Kent ha voluto complimentarsi personalmente con gli artisti, il Trio Aria è stato nuovamente protagonista a Padova per il Concerto di Natale. L’evento, organizzato dall’Arma in servizio e in congedo del comando interregionale Carabinieri “Vittorio Veneto”, diretto dal comandante interregionale generale C.A. Carmine Adinolfi, si è tenuto nella basilica cattedrale di Santa Maria Assunta ed ha avuto, tra i protagonisti, anche la Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” di Milano, diretta dal M° maresciallo ordinario Andrea Bagnolo, accompagnata dal coro di voci bianche e giovanile A.Li.Ve. (Accademia lirica di Verona) diretto dal M° Paolo Facincani. Il concerto, presentato da Ornella Nicolini, era finalizzato alla raccolta di donazioni per la Fondazione “Città della Speranza”, per sostenere la ricerca a favore della clinica oncoematologica pediatrica dell’Università di Padova, che assiste circa 2000 bambini e ragazzi provenienti da tutta Italia e dall’estero. L’iniziativa è stata sviluppata anche grazie alla disponibilità del Vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, il quale ha concesso la disponibilità del magnifico luogo sacro, storico monumento della città veneta. Il programma musicale comprendeva i più bei brani della tradizione natalizia, tra cui Adeste Fideles, Astro del ciel, We wish you a merry Christmas, White Christmas, Deck the Halls. Arte a tutto campo nella manifestazione: la locandina dell’importante evento, infatti, è stata realizzata dall’artista inglese Pink Harrison ed è stata donata alla fondazione “Città della Speranza”. Alla manifestazione erano presenti anche i piccoli pazienti della Clinica oncoematologica pediatrica che, ospiti d’onore, con i loro disegni hanno partecipato alla realizzazione di un’agenda, promossa dall’Arma per diffondere, mediante semplici consigli, la cultura della legalità e dei valori civili tra i giovani e gli adulti, che è stata donata ai presenti al termine del concerto.

Il Punto d’Incontro, febbraio 2017

Buon Natale!

Buon Natale!

Tanti auguri di un sereno Natale a tutti i nostri lettori. Accoglieremo il nuovo anno con una carrellata degli articoli proposti nel corso del 2017 nell’edizione cartacea e, nei primi passi del 2018, con una nuova veste grafica e tanti approfondimenti. Stay tuned!

Il fiume Liri e il torrente Raffia sorvegliati speciali

L’allarme per il fiume Liri lo aveva lanciato il vicesindaco di Civitella Roveto, Pierluigi Oddi, ai primi di settembre. Le acque del gioiello azzurro, elemento fortemente identitario per gli abitanti dell’intero rovetano, erano diventate nere e coperte per un ampio tratto, nella Valle Roveto ma anche nel sorano, da una schiuma maleodorante e di centinaia di pesci morti. Immediati erano scattati i controlli: i carabinieri a Civitella e la polizia locale a Sora avevano prelevato campioni dell’acqua da far analizzare, ed era stata presentata una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica. Immediata anche la mobilitazione generale con la costituzione del Comitato a difesa del fiume Liri. Le indagini avevano portato al sequestro, da parte dei Carabinieri forestali, di due aree divenute vere e propri depositi incontrollati di rifiuti: lo sgrigliatore situato all’Incile alla fine del canale centrale del Fucino e le vasche di accumulo della centrale idroelettrica di Canistro, due impianti che sarebbero gestiti dalla cartiera di Avezzano. Si ipotizza sia stata l’immissione nell’emissario di acqua non filtrata a provocare l’inquinamento del fiume e la conseguente moria dei pesci.

Un nuovo episodio si è verificato durante l’Eco-trail della Roscetta, manifestazione che richiama centinaia di partecipanti ogni anno. Preoccupati e furenti gli amministratori hanno chiesto d’urgenza nuovi prelievi all’Arta. Il presidente della terza commissione consiliare ‘Agricoltura, attività produttive, caccia e pesca’ della Regione Abruzzo, Lorenzo Berardinetti, ha convocato a metà ottobre un tavolo tecnico cui hanno aderito l’Arta, l’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise, l’ufficio regionale programmazione ittico-sportiva, l’Enel, la Polizia Provinciale, il capofila del Contratto di fiume, gli amministratori dei Comuni della Valle Roveto e le associazioni locali dei pescatori. “Risposte concrete e attese dalla comunità in un incontro produttivo che ha posto le basi per arrivare ad una soluzione definitiva”, ha detto il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, “ci siamo dati dei compiti specifici, all’Istituto zooprofilattico è stato affidato l’importante ruolo di coordinare e creare una vera e propria mappa sullo storico del fiume con tutte le informazioni che lo riguardano. Si è parlato del possibile ripopolamento, che con molta probabilità avverrà nel mese di gennaio, dopo un attento monitoraggio del fiume e previa verifica della qualità delle acque. L’attenzione della commissione che presiedo continuerà ad essere massima vista la situazione particolarmente delicata, per cui sono in corso delle indagini”, ha concluso Berardinetti. “A seguito delle criticità emerse – ha spiegato il vice sindaco Oddi – l’Arta ha intensificato i controlli, effettuando campionamenti a tappeto nei comuni rovetani attraversati dal fiume per verificare qual è la salute del Liri dopo questi ultimi episodi di inquinamento. Ritengo però necessario capire alla fonte qual è il motivo principale di esso: l’indagine della Procura è già in una fase avanzata”. La salute delle acque è sempre più a rischio, malgrado la crescente attenzione e gli allarmi ripetuti sulla centralità della tutela di questo bene primario per tutte le comunità, e i riflettori degli investigatori puntano già su un nuovo fronte: nelle scorse settimane, infatti, una densa schiuma bianca ha coperto le acque del torrente Raffia (Foto), tra Magliano e Capistrello. La vicenda è al vaglio delle autorità competenti.