Volevo dirle tante cose

Volevo dirle tante cose

Di Roberta De Santis, Premio “Hombres” per la narrativa 2013

Viandante nei sentieri suggestivi dell’anima, alla ricerca delle radici identitarie…L’autrice percorre il suo cammino verso la liberazione dal dolore

“Volevo dirle tante cose” racconta la storia di Sara, responsabile di una libreria che è il centro della sua vita, scandita da ritmi precisi e apparentemente serena. Sotto lo specchio d’acqua tranquillo della superficie, Sara nasconde nel cuore un difficile rapporto con la madre, il silenzio di sempre e la costante ricerca di parole giuste, regolarmente vane. L’importanza delle parole appare cristallina quando Sara incontra l’amore. Il romanzo diventa così uno scrigno di riflessioni luminose ed accorate, un contenitore prezioso di emozioni e confidenze struggenti, a tratti commoventi, utili a chi forse sta sprecando parole e tempo, sicuro di avere ancora mille opportunità per risistemare rapporti dolorosi e perduti.

Viandante nei sentieri suggestivi dell’anima, alla ricerca delle radici identitarie, rinvenibili nella famiglia, e delle origini della fragilità psicologica che connota la condizione esistenziale di ciascuno dei personaggi in cui si proietta e si rispecchia, l’autrice percorre il suo cammino verso la liberazione dal dolore leggendo e vivendo il suo tempo e la sua storia in una proiezione perpetuamente oscillante fra progettualità e sogno e in una dimensione costantemente instabile, segnata dall’ascesa e dal precipizio, dal successo e dallo smarrimento.

L’intensa soggettività e la scrittura immaginifica presenti in “Volevo dirle tante cose” figurano spazi e tempi sconfinati, proiettati negli sfondi vertiginosi e illimitati dell’anima di chi vive perennemente sospeso fra il reale e l’immaginario, tra la fallacia di sogni infranti e l’aspirazione alla gioia più casta e più autentica. Da leggere, per emozionarsi e ritrovare la bellezza, a tratti perduta e remota, delle parole giuste, quelle che danno corpo ai sentimenti e sfiorano l’anima.

A spasso tra i borghi nel magico autunno marsicano

A spasso tra i borghi nel magico autunno marsicano

Sabato 18 e domenica 19 novembre le “Cantine Aperte” nell’antico borgo di San Vincenzo vecchio accoglieranno i visitatori per un tour suggestivo tra i sapori e i profumi della Valle Roveto

 

 

 

 

Marsica – Il “benvenuto” all’autunno nel territorio marsicano è stato celebrato, in particolare, con le attesissime sagre dedicate alla castagna che hanno portato migliaia di visitatori, da tutta la regione e non solo, ad apprezzare le tipicità enogastronomiche locali e l’accoglienza dei marsicani nei borghi di Civitella Roveto, di Sante Marie e di Canistro. Dal 5 novembre, e fino al terzo week end del mese, sarà la XV edizione della manifestazione “Frantoi aperti” a offrire un viaggio nella qualità del prezioso patrimonio olivicolo della Valle Roveto e nelle tradizioni di una terra generosa e da vivere integralmente, dalla magnifica natura ai suoi frutti spontanei, alle coltivazioni, ai prodotti dell’enogastronomia, ai riti religiosi e sociali, testimoni vivi di storia e usi.

L’evento è stato organizzato nel territorio di San Vincenzo Valle Roveto dal Comune di San Vincenzo Valle Roveto con la Pro Loco di San Vincenzo Capoluogo, la Pro Loco di San Vincenzo Vecchio e l’Associazione “La Monicella” della Valle Roveto.

A inaugurare la manifestazione, domenica 5 novembre 2017, il 5° “Trekking degli Ulivi”, una camminata lungo “le strade dell’olio” nella calda cornice dei colori autunnali che tinteggiano la Valle Roveto in questo periodo dell’anno. L’escursione è inserita nei percorsi escursionistici 2017 del Cai, “Club Alpino Italiano”, sezione Valle Roveto, e nel programma della Regione Abruzzo di “Frantoi Aperti”; tra le tappe: il centro storico di Morrea, l’eremo Madonna del Romitorio, il borgo antico di San Vincenzo Vecchio, l’oleificio cooperativa San Rocco, il frantoio Tenuta Corsetti, la chiesa di San Diodato in San Giovanni Valle Rovereto Superiore e l’antico Frantoio Blasetti.

Visite ai frantoi, con le degustazioni di oli, di piatti tipici, dolci e vini a cura in particolare della Pro loco proseguiranno anche sabato 11 e domenica 12 novembre; nella sede della Pro Loco – ex scuola materna – sabato 11 novembre, alle 18, inaugurazione della mostra fotografica “Echi di Storia e Natura”, a cura di Francesco Basciani, Luca Becatti, Diego Buffone, Pierpaolo Mattei, Davide Tullio. Domenica 12, dalle 10, nella sala consiliare del Comune di San Vincenzo Valle Roveto, il tema dell’olivicoltura nelle aree interne sarà al centro di un convegno con esperti ed operatori, con focus sulla stagione olivicola e sugli sviluppi del settore; il mini corso di degustazione in programma nella stessa sala consiliare per domenica 12, alle 16, è affidato a Luciano Pollastri, agronomo della Regione Abruzzo. Le “Cantine Aperte” accoglieranno i visitatori per un finale scoppiettante nell’antico borgo di San Vincenzo vecchio sabato 18 e domenica 19 novembre. Dalle ore 15 di sabato e dalle 9.30 di domenica sarà possibile degustare piatti tipici e l’olio novello nelle cantine, tra i vicoli del paese e le suggestive atmosfere d’antan. In programma l’esibizione di mestieranti ed artigiani, caccia al tesoro e “giochi di una volta” per bambini. Domenica mattina, alle ore 11.30, si terrà la premiazione della prima edizione del concorso culturale “Noi siamo figli della Valle”, rivolto agli alunni degli istituti comprensivi della Valle Roveto (Balsorano, Civitella Roveto e Capistrello). Il tema proposto per questa prima edizione è: “Autunno nella Valle, è tempo di olive”.

 

Nella Marsica i faggi più antichi d’Europa: l’UNESCO li dichiara patrimonio dell’umanità

Nella Marsica i faggi più antichi d’Europa: l’UNESCO li dichiara patrimonio dell’umanità

L’anima antica delle faggete vetuste del Parco ha da oggi una salvaguardia in più. La Commissione per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, nel corso dei lavori della 41ª sessione tenutasi a Cracovia l’11 luglio, ha incluso le faggete di Val Cervara a Villavallelonga, composte dai faggi più antichi d’Europa, Moricento a Lecce nei Marsi, Coppo del Morto e Coppo del Principe a Pescasseroli e Cacciagrande a Opi, nella lista dei beni patrimonio mondiale. Sono 12 i Paesi con la presenza di siti naturali di faggete vetuste iscritti al Patrimonio dell’umanità, con l’Italia: Austria, Ucraina, Belgio, Slovenia, Spagna, Albania, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia.

Le faggete abruzzesi entrano nella lista del patrimonio mondiale insieme a quelle di Sasso Fratino nel Parco nazionale delle foreste Casentinesi, della Foresta Umbra nel Parco nazionale del Gargano, di Cozzo Ferriero nel Parco nazionale del Pollino, di Monte Raschio nel Parco regionale di Bracciano e di Monte Cimino nel comune di Soriano del Cimino. Dieci i siti – dei 63 proposti – con i quali l’Italia entra nella rete internazionale, ognuno dei quali è stato selezionato per la sua unicità biologica ed ecologica, come elemento peculiare della rete continentale, la cui diversità ecologica complessiva costituisce il Patrimonio vero e proprio da salvaguardare. È la prima volta che nella lista italiana dei Patrimoni dell’Umanità compaiono delle foreste. Le faggete premiate sono composte principalmente dal faggio (Fagus sylvatica) in associazione con altre essenze che vegetano nelle nostre montagne tra gli 800 e i 1.800 metri sul livello del mare. Queste foreste rivestono un’enorme importanza ecologica non solo per la presenza dei faggi ultracentenari, ma anche per la preziosa biodiversità che le contraddistingue.

Per il nostro Paese si tratta del 5° sito naturale riconosciuto e del primo riconoscimento di un patrimonio naturale specificamente per il suo valore ecologico di rilievo globale. Il riconoscimento arriva dopo tre anni di lavoro, coordinato dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per tutti gli Enti italiani coinvolti, curato per gli aspetti scientifici dall’Università Della Tuscia con i Professori Gialuca Piovesan e Alfredo Di Filippo, e sostenuto nel percorso dal Ministero dell’Ambiente. L’iscrizione nella Tentative List dell’UNESCO, insieme ad altri 10 Paesi europei, risale al gennaio 2015, corredata da un corposo fascicolo di candidatura,frutto di anni di studio, nel gennaio 2016. É il primo inserimento nella lista del Patrimonio Unesco di un sito naturale italiano per il suo valore ecologico e per l’Abruzzo del primo sito incluso in assoluto.

«A distanza di un anno esatto dai lavori di asfaltatura dei Prati d’Angro, a Villavallelonga, è arrivata una buona notizia: la faggeta vetusta di Val Cervara, che ha oltre 500 anni ed è la più antica d’Europa, è Patrimonio dell’Umanità!», hanno sottolineato i rappresentanti del WWF Abruzzo, «Riconoscimenti di tale calibro e levatura internazionale vanno a premiare le politiche di conservazione e fanno emergere la vera essenza delle aree protette. Il WWF Abruzzo, insieme al WWF Abruzzo Montano, festeggia questo traguardo e si congratula con tutti coloro che hanno operato per ottenere un così prestigioso risultato, ma allo stesso tempo ricorda che non bisogna dare per scontato che questo ambito riconoscimento sia permanente. Per mantenere un tale privilegio occorreranno responsabilità, cure costanti e un’azione amministrativa adeguata, che sappiano difendere un patrimonio che da oggi non è più solo nostro: ora appartiene a tutta l’Umanità”.
Prova articolo dal territorio

Prova articolo dal territorio

L’Aquila. Al via la sesta edizione del Premio Città di L’Aquila. Domani sera (sabato 2 settembre), alle 21 in piazza Duomo la consegna dei premi ad ospiti prestigiosi. Organizzato dall’Associazione culturale ‘Aquila Eventi’ presieduta da Marco Compagni, lo spettacolo sarà presentato dal marsicano Luca Di Nicola apprezzato conduttore delle prime edizioni dell’evento e di tantissime altre importanti manifestazioni organizzate negli anni nel capoluogo abruzzese. Lo spettacolo vedrà la partecipazione di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, del sociale, della politica e dell’intrattenimento. Nato da un’idea di Marco Compagni e dello scenografo lucano Mario Garrambone, il Premio Città di L’Aquila 2017 sarà conferito all’ex Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, l’avezzanese Gianni Letta, al caporedattore del Tg3 Abruzzo Silvano Barone e allo scultore e pittore nativo di Montereale, Nestore Bernardi. All’evento, patrocinato dal comune, parteciperanno anche il comico Gennaro Calabrese e il cantante Tito Alfano voce dei ‘Veramente Modà tribute band’. Come in ogni edizione infine, non mancheranno i momenti moda con le splendide modelle che animeranno il defilè ‘In moda manet’.

Gli arriva un bollettino da 17mila euro dall’Agenzia delle entrate per l’iscrizione all’albo, noto avvocato rischia l’infarto

Gli arriva un bollettino da 17mila euro dall’Agenzia delle entrate per l’iscrizione all’albo, noto avvocato rischia l’infarto

Avezzano. Gli è arrivato un bollettino da 17mila euro per l’iscrizione all’albo dall’Agenzia delle entrate e ha rischiato di essere colto da un infarto. Per fortuna ha subito capito che era un errore visto l’aggiunto di un paio di zeri. E’ quanto accaduto a un legale marsicano che fortunatamente si è ripreso subito quando ha visto la causale. Riguardava infatti una semplice quota associativa per l’iscrizione annuale all’Albo degli avvocati di Avezzano. Ha capito che non poteva essere e che si trattava di un errore.

Probabilmente l’Agenzia delle entrate, che svolge il servizio di raccogliere le quote associative degli avvocati, ha aggiunto due zeri in più. Due zeri che non sono quelli dei decimali, ma che sono stati messi dopo il 170. L’avviso di pagamento dovrà quindi essere corretto. L’avvocato dovrà comunicare l’errore e l’agenzia delle entrate, probabilmente, se tutto andrà bene,  dovrà mandare un nuovo bollettino, stavolta però con la somma giusta.

Riapre il reparto di Urologia ad Avezzano e riprendono i ricoveri, si attende però l’assunzione del nuovo medico

Riapre il reparto di Urologia ad Avezzano e riprendono i ricoveri, si attende però l’assunzione del nuovo medico

Avezzano. Da questa mattina riprendere, come annunciato in queste settimane dal manager della Asl Rinaldo Tordera,  l’attività del reparto di Urologia dell’ospedale di Avezzano, dopo la temporanea sospensione dovuta allanecessità di far fruire le ferie al personale. Riprendono quindi anche i ricoveri nel reparto la cui attività, durante il mese di agosto, comprese tutte le urgenze, è stata comunque assicurata a 360 gradi dall’ospedale di L’Aquila.Il ritorno ai consueti assetti di lavoro di urologia, tra l’altro, verrà accompagnato da un’importante novità: l’assunzione a tempo determinato di un altro medico che andrà così ad aggiungersi ai due che già vi lavorano.

“La ripresa dei ricoveri e di tutte le altre prestazioni a Urologia di Avezzano”, dichiara il manager Rinaldo Tordera, “come da noi puntualmente annunciato nelle settimane scorse, spazza via tutte le fantasiose ipotesi ventilate da alcuni sull’intenzione di chiudere il reparto. E’ un’eventualità a cui non abbiamo mai pensato”, aggiunge Tordera, “perché è nostra intenzione non togliere i servizi bensì, nei limiti delle nostre possibilità, aggiungerli e migliorarli. La dimostrazione è l’assunzione in tempi brevi di un terzo medico a tempo determinato che ci consentirà di puntellare l’organico e di dare risposte più adeguate all’utenza. Ormai occorre ragionare in un’ottica di respiro provinciale nel senso che l’obiettivoè assicurare la continuità e i servizi alla gente a prescindere dalla località della provincia in cui si trova l’ospedale o la struttura che li eroga. Un modello organizzativo”, conclude Tordera, “dettato dai tanti vincoli stringenti con cui le Asl devono fare i conti e che non permettono più di alimentare campanilismi tra aree diverse del nostro territorio”.