Dalla Marsica a Parigi, la start up che fa comunicare robot e umani

TalkForce è un software di intelligenza artificiale capace di analizzare le reali intenzioni del cliente e in grado di fornire assistenza a tutte le possibili domande. Gli inventori sono i ragazzi di All Industries, una start up tecnologica fondata nel 2015 da cinque studenti della Sapienza di Roma. Tra loro due giovani marsicani, Matteo Rai e Maurizio Natalia, entrambi di Canistro. I cinque studenti della Sapienza che si sono riuniti nella All Industries – Matteo Rai e Maurizio Natalìa, 23 anni, Mario Piva di Latina, Marco Silipigni di Varapodio (RC), anche loro ventitreenni, e Giulio Maria Pezzini, 25 anni, di Roma – sono riusciti a sviluppare un framework per creare chatbot (conversazioni tra robot ed esseri umani), ovvero un sistema di intelligenza artificiale capace di comprendere le reali intenzioni del cliente e di soddisfare tutte le sue richieste. Attraverso algoritmi di NLP (Natural Language Processing) e un grafo di conoscenza, il software è in grado di rispondere a tutte le domande del cliente in modo veloce e senza possibilità di errore. Questo software si integra perfettamente ai sistemi di chat già esistenti come Facebook, Messenger, Twitter, Telegram, Skype, etc. Il sistema ideato dai cinque giovani imprenditori ruota intorno a un robot capace di “leggere” via chat le richieste dei clienti, “capire” le loro esigenze, fare domande mirate per comprendere meglio ed evitare errori, risolvere il problema o indirizzare all’acquisto del prodotto o del servizio più adatto. L’intelligenza artificiale messa al servizio dei cittadini: è questa dunque l’anima dell’ambizioso progetto di automatizzazione interamente basato su una “mente” artificiale, dalle straordinarie potenzialità e per molteplici campi di applicazione.

La storia di TalkForce è una storia di successi. Dopo la vittoria dell’International Hackathon 2016 a giugno, è arrivato il primo posto all’hackathon PosteHack, la maratona tecnologica organizzata da Poste Italiane. Sempre a luglio, il software è stato votato come il miglior progetto tecnologico nella terza edizione di Unicredit Appathon. Il segno del successo, ad ogni modo, si era già evidenziato qualche mese prima. A gennaio infatti, All Industries si era aggiudicata il primo posto di Feel Hack Toscana con un’applicazione per il tempo libero in grado di informare gli utenti sul miglior mezzo pubblico da utilizzare (condizioni del mezzo, traffico, numero di passeggeri). Qualche mese dopo è arrivata la vittoria a Sky Sport Hack, con un progetto volto ad accrescere la realtà televisiva del mondo degli eSports (videogiochi) e un’applicazione che fornisce servizi aggiuntivi alla visione dei programmi (chat, smart replay).

A Parigi, il gruppo ha siglato l’anno con il successo nella finalissima dell’International Hackathon BNPP organizzata dal Gruppo BNP Paribas, una competizione internazionale che vede la partecipazione delle 18 migliori startup fintech a livello mondiale. La selezione avviene attraverso degli hackathon, ovvero eventi di portata mondiale a cui partecipano sviluppatori di software, programmatori e grafici web. Il primo step è avvenuto a giugno di quest’anno e si è svolto in contemporanea in otto città (Roma, Parigi, Bruxelles, Varsavia, Los Angeles, San Francisco, Londra e Istanbul). All Industries, pur partecipando all’evento di Roma, ha deciso di essere giudicata dalla giuria internazionale (composta da italiani, francesi e belgi) ed è riuscita ad aggiudicarsi il primo posto, ottenendo così la possibilità di partecipare alla finalissima del 2 dicembre dove tutti i team che hanno vinto a giugno si sono sfidati a colpi di alta tecnologia. Al termine dalla competizione si è aggiudicata il premio Personal Financial e Findomestic. In palio, fondi da utilizzare per continuare a sviluppare l’intero progetto, portato avanti dalla All Industries tra mille difficoltà, in Italia, nel reperire finanziamenti, che fortunatamente arrivano grazie alle aziende private, come la Bnp Paribas, che ha sponsorizzato la competizione per le start up tecnologiche e si è immediatamente accostata al progetto italiano, da testare nelle agenzie di vendita dei prodotti finanziari. In questo, il Belpaese dovrà accelerare il passo e dare corso a quella mutazione fondamentale di prospettive, strategie e capacità di investimento, che gli consentirà di non perdere ancora “cervelli” preziosi, come i giovani imprenditori di All Industries, “pronti ad andare all’estero a fronte di una buona occasione di crescita” e che intanto in questo periodo rappresenteranno l’eccellenza italiana nella conferenza mondiale sull’innovazione tecnologica in programma a Los Angeles.

(Il Punto d’Incontro, dicembre 2016/gennaio 2017)