L’anima antica delle faggete vetuste del Parco ha da oggi una salvaguardia in più. La Commissione per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, nel corso dei lavori della 41ª sessione tenutasi a Cracovia l’11 luglio, ha incluso le faggete di Val Cervara a Villavallelonga, composte dai faggi più antichi d’Europa, Moricento a Lecce nei Marsi, Coppo del Morto e Coppo del Principe a Pescasseroli e Cacciagrande a Opi, nella lista dei beni patrimonio mondiale. Sono 12 i Paesi con la presenza di siti naturali di faggete vetuste iscritti al Patrimonio dell’umanità, con l’Italia: Austria, Ucraina, Belgio, Slovenia, Spagna, Albania, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia.

Le faggete abruzzesi entrano nella lista del patrimonio mondiale insieme a quelle di Sasso Fratino nel Parco nazionale delle foreste Casentinesi, della Foresta Umbra nel Parco nazionale del Gargano, di Cozzo Ferriero nel Parco nazionale del Pollino, di Monte Raschio nel Parco regionale di Bracciano e di Monte Cimino nel comune di Soriano del Cimino. Dieci i siti – dei 63 proposti – con i quali l’Italia entra nella rete internazionale, ognuno dei quali è stato selezionato per la sua unicità biologica ed ecologica, come elemento peculiare della rete continentale, la cui diversità ecologica complessiva costituisce il Patrimonio vero e proprio da salvaguardare. È la prima volta che nella lista italiana dei Patrimoni dell’Umanità compaiono delle foreste. Le faggete premiate sono composte principalmente dal faggio (Fagus sylvatica) in associazione con altre essenze che vegetano nelle nostre montagne tra gli 800 e i 1.800 metri sul livello del mare. Queste foreste rivestono un’enorme importanza ecologica non solo per la presenza dei faggi ultracentenari, ma anche per la preziosa biodiversità che le contraddistingue.

Per il nostro Paese si tratta del 5° sito naturale riconosciuto e del primo riconoscimento di un patrimonio naturale specificamente per il suo valore ecologico di rilievo globale. Il riconoscimento arriva dopo tre anni di lavoro, coordinato dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per tutti gli Enti italiani coinvolti, curato per gli aspetti scientifici dall’Università Della Tuscia con i Professori Gialuca Piovesan e Alfredo Di Filippo, e sostenuto nel percorso dal Ministero dell’Ambiente. L’iscrizione nella Tentative List dell’UNESCO, insieme ad altri 10 Paesi europei, risale al gennaio 2015, corredata da un corposo fascicolo di candidatura,frutto di anni di studio, nel gennaio 2016. É il primo inserimento nella lista del Patrimonio Unesco di un sito naturale italiano per il suo valore ecologico e per l’Abruzzo del primo sito incluso in assoluto.

«A distanza di un anno esatto dai lavori di asfaltatura dei Prati d’Angro, a Villavallelonga, è arrivata una buona notizia: la faggeta vetusta di Val Cervara, che ha oltre 500 anni ed è la più antica d’Europa, è Patrimonio dell’Umanità!», hanno sottolineato i rappresentanti del WWF Abruzzo, «Riconoscimenti di tale calibro e levatura internazionale vanno a premiare le politiche di conservazione e fanno emergere la vera essenza delle aree protette. Il WWF Abruzzo, insieme al WWF Abruzzo Montano, festeggia questo traguardo e si congratula con tutti coloro che hanno operato per ottenere un così prestigioso risultato, ma allo stesso tempo ricorda che non bisogna dare per scontato che questo ambito riconoscimento sia permanente. Per mantenere un tale privilegio occorreranno responsabilità, cure costanti e un’azione amministrativa adeguata, che sappiano difendere un patrimonio che da oggi non è più solo nostro: ora appartiene a tutta l’Umanità”.